Lotta biologica in Svizzera: la sperimentazione della SUPSI con il supporto del CAA
La lotta biologica per arginare la diffusione della Zanzara Tigre prosegue anche in Svizzera attraverso l’applicazione della tecnica del maschio sterile.
Si tratta di un metodo ecologico, sicuro e non impattante che prevede la sterilizzazione massiva di maschi di Zanzara Tigre che, una volta rilasciati nell’ambiente, si accoppiano con le femmine selvatiche, rendendole incapaci di generare prole.
Questa tecnica, affiancata ad altre tipologie di interventi, può contribuire in maniera significativa a ridurre il rischio di trasmissione di virus come dengue e chikungunya e riduce drasticamente la nocività di questa specie.
Lotta biologica: l’esperimento a Morcote e i prossimi step
La lotta biologica ha trovato terreno fertile in Svizzera. In seguito ai risultati promettenti ottenuti dall’esperimento svolto a Morcote, la sperimentazione condotta dal settore Ecologia dei vettori dell’Istituto di Microbiologia della SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) prosegue con una nuova fase di test in altri due Comuni della Svizzera: Ascona e Losone, nel Locarnese.
L’area di Morcote, nel Cantone Ticino, nel 2023 e nel 2024 è stata protagonista di una fase di sperimentazione intensa, durante la quale sono state affinate le procedure operative da mettere in campo e si è registrata una riduzione della popolazione di zanzare fino al 63%. L’obiettivo di questa nuova fase è quello di testare il metodo anche in contesti urbani e turistici non isolati, con densità abitative e caratteristiche diverse.
Per quanto riguarda Ascona, è stata individuata un’area in cui si trovano residenze turistiche: una condizione ideale per stabilire l’efficacia del metodo in una zona con una popolazione variabile, costituita prevalentemente da turisti stagionali. A Losone, invece, è stata selezionata una superficie che comprende una zona alberghiera e un’area naturale a protezione speciale che presentano una bassa densità di zanzare: una situazione strategica per capire se la tecnica del maschio sterile può azzerare la popolazione.
All’interno dei due Comuni selezionati, sono state individuate due aree a carattere residenziale di circa 12 ettari l’una. In queste aree sono stati predisposti 18 punti di rilascio, distribuiti in maniera omogenea ogni 50-100 metri. Da giugno a settembre 2025, l’obiettivo è liberare all’incirca 70.000-80.000 maschi sterili a settimana, prodotti e spediti da CAA.
La collaborazione con il Centro Agricoltura Ambiente per la lotta biologica
La lotta biologica attraverso la tecnica del maschio sterile vede la collaborazione tra il Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli” di Crevalcore (BO), punto di riferimento a livello internazionale nella produzione del maschio sterile, e l’Istituto di Microbiologia della SUPSI. Il progetto, inoltre, è in linea con gli indirizzi scientifici dell’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). I Comuni di Ascona e Losone, insieme ad alcuni partner privati, hanno supportato l’esperienza in corso, finanziando l’acquisto di maschi sterili.
L’impegno della SUSPI è quello di ampliare le aree geografiche da coinvolgere nel progetto, dato l’interesse di numerosi Comuni ticinesi.
La sinergia con il Centro Agricoltura Ambiente rappresenta un elemento chiave della ricerca portata avanti dalla SUPSI per la trasmissione di know-how, buone pratiche e competenze già consolidate nell’applicazione della tecnica del maschio sterile. L’esperienza di CAA potrebbe rivelarsi decisiva anche per uno sviluppo della sperimentazione in Svizzera su scala regionale.
Grazie a questa collaborazione, l’esperimento svizzero si inserisce in una rete scientifica che contribuisce alla diffusione di tecniche di lotta biologica che coniugano l’innovazione con la salvaguardia dell’ambiente.
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