Citizen Science: quando i cittadini diventano sensori sul territorio
Tra i fenomeni oggi più diffusi e amplificati anche dai social media troviamo la Citizen Science, che si propone di superare un confine tradizionale: quello tra “chi fa ricerca” e “chi la osserva dall’esterno”. Così, invece di restare di esclusiva pertinenza degli addetti ai lavori la ”scienza dei cittadini” vuole portare la ricerca tra le persone, nei quartieri, nei parchi e nelle città.
Il principio è semplice: chiunque può diventare un “sensore sul territorio”. Osservare un insetto, segnalare una specie di pianta, indicare la presenza di una zanzara, compilare un breve questionario: sono tutte azioni che, se messe insieme e raccolte in modo strutturato, producono dati preziosi.
Fotografare una zanzara, un focolaio d’acqua stagnante o una situazione a rischio e inviare l’immagine tramite app dedicate è un gesto semplice, ormai alla portata di molti. Ogni foto ha una data e una posizione; se la qualità è buona, gli entomologi possono confermare la specie e alimentare mappe aggiornate della presenza dei vettori.
Questo approccio non si propone di sostituire il lavoro sul campo, ma di affiancarlo. Dove non ci sono stazioni di monitoraggio, ci possono essere persone che vedono e fotografano. E, allo stesso tempo, chi partecipa impara a riconoscere le zanzare, a capire perché certe specie sono più pericolose e quale legame esiste tra clima, acqua stagnante e rischio sanitario. La ricerca non è più qualcosa che “accade altrove”, ma entra nella vita quotidiana.
Mosquito Alert e IDAlert: dalla foto alle mappe di rischio climatico
Mosquito Alert è uno degli esempi più avanzati di questo modo di fare ricerca. È un progetto internazionale che utilizza un’app gratuita per raccogliere segnalazioni su zanzare e focolai larvali. L’utente scatta una foto, compila pochi campi e invia: in pochi secondi il dato entra in un flusso che coinvolge ricercatori, amministrazioni locali e sistemi automatici basati su intelligenza artificiale.
Le immagini vengono analizzate da algoritmi di riconoscimento, addestrati proprio sulle foto inviate dai cittadini, che propongono una prima identificazione. Una volta validati, i dati vengono integrati con informazioni meteorologiche e geografiche, e diventano il materiale di partenza per mappe dinamiche della presenza delle specie più rilevanti, come Aedes albopictus, Culex pipiens e altri vettori di arbovirus.
Qui entra in gioco IDAlert, progetto europeo che studia come il cambiamento climatico influenzi le malattie trasmesse da vettori, dalle zanzare alle zecche. Le segnalazioni raccolte tramite Mosquito Alert vengono inserite in un contesto più ampio, dove dialogano con dati climatici, uso del suolo e informazioni sanitarie. L’obiettivo non è solo sapere “dove sono le zanzare”, ma costruire veri e propri indicatori di rischio che cambiano nel tempo, utili per prevedere quando e dove il rischio di punture e di trasmissione di virus può aumentare.
In questo modo la singola foto scattata dal cittadino può contribuire, insieme a migliaia di altre, alla costruzione di strumenti di previsione pensati per decision maker, servizi sanitari e gestori della lotta alle zanzare. La Citizen Science diventa parte di una infrastruttura europea di sorveglianza climatica e sanitaria.
Citizen Science: una forma di collaborazione tra cittadini e istituzioni
La Citizen Science si propone di tornare utile per le comunità. Progetti come Mosquito Alert e IDAlert mostrano che questo potrebbe diventare una realtà: le mappe prodotte con le segnalazioni dei cittadini potrebbero orientare gli interventi larvali, e supportare una comunicazione meglio mirata.
Perché questo accada, però, servono due impegni paralleli. Da un lato, i dati raccolti devono essere verificati come rappresentativi del fenomeno in osservazione, validati e integrati con la sorveglianza entomologica professionale e dall’altro lato devono dimostrare di essere utili per la comunità.
Chi partecipa ai progetti deve vedere la segnalazione non come un gesto isolato, ma come la tessera di un mosaico più grande. La continuità delle osservazioni, l’attenzione a seguire le indicazioni degli esperti, la curiosità nel seguire gli aggiornamenti di Mosquito Alert e dei progetti collegati sono elementi necessari per strutturare un sistema che si dimostri attendibile.
Il tempo aiuterà a comprendere se la Scienza dei Cittadini potrà evolvere verso un riconoscimento stabile nel contesto delle discipline scientifiche.
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