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Il batterio Wolbachia: base di una nuova strategia per il controllo della Zanzara Tigre

Wolbachia potrebbe diventare una parola comune nella lotta alla Zanzara Tigre. A studiarne il potenziale è anche ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, impegnata da anni nella ricerca di strategie innovative per il controllo degli insetti nocivi.

Ma andiamo per gradi.

Wolbachia è un batterio molto comune in natura, presente in numerose specie di insetti con cui vive in simbiosi. È innocuo per luomo e ha una particolarità che lo rende molto interessante: può influenzare la riproduzione degli insetti che lo ospitano.

In determinate condizioni, infatti, la presenza di ceppi diversi di Wolbachia nel maschio e nella femmina di una stessa specie può rendere laccoppiamento incompatibile, impedendo alle uova di svilupparsi. Un meccanismo naturale che la ricerca sta cercando di trasformare in uno strumento mirato per contenere le popolazioni di insetti.

ENEA ha lavorato proprio su questo principio, sviluppando una particolare linea di Zanzara Tigre nella quale il ceppo di batterio presente nella specie in natura è stato sostituito con un diverso ceppo di Wolbachia. Il risultato? Maschi capaci di accoppiarsi con le femmine selvatiche, ma senza generare una nuova discendenza.

Cosa ha mostrato la sperimentazione ENEA?

Su questo terreno di sperimentazione si sta muovendo ENEA, che negli ultimi anni ha avviato diversi test per capire quanto limpiego di Wolbachia possa essere efficace nel controllo della Zanzara Tigre.

Tra luglio e ottobre 2025, presso il Centro Ricerche Casaccia, sono stati rilasciati circa 1,6 milioni di maschi incompatibili su unarea di 53 ettari, con lobiettivo di osservare leffetto della tecnica sulla capacità riproduttiva della popolazione presente.

I primi risultati sono incoraggianti: rispetto allarea utilizzata come controllo, è stata osservata una riduzione dell88% della capacità di produrre uova fertili destinate a superare linverno.

Ed è proprio qui che entra in gioco il metodo scientifico: un risultato promettente deve essere verificato nel tempo, confrontato con nuove prove e osservato in condizioni diverse. Per questo ENEA ha proseguito la sperimentazione anche nel 2026, anticipando i rilasci e aumentandone lintensità.

Solo il confronto tra più stagioni e test successivi permetterà quindi di capire fino a che punto questa tecnica possa diventare uno strumento realmente efficace e applicabile su scala più ampia.

Wolbachia: la collaborazioen tra ENEA e CAA

La sperimentazione condotta da ENEA si inserisce in un percorso di ricerca più ampio sul controllo della Zanzara Tigre, sviluppato negli anni anche attraverso collaborazioni con realtà specializzate come il Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli”.

Il rapporto tra CAA ed ENEA nasce infatti dallincontro di competenze diverse ma complementari. Da una parte, ENEA ha lavorato allo sviluppo di linee di Zanzara Tigre basate sullimpiego di Wolbachia; dallaltra, CAA ha maturato una lunga esperienza nella tecnica SIT, nellallevamento massale, nella separazione dei sessi e nella valutazione dei maschi destinati al rilascio, competenze fondamentali quando una tecnica deve passare dal laboratorio alla sperimentazione sul campo.

Una collaborazione, quella tra le due realtà italiane, che continua ancora oggi: nel febbraio 2026 il Centro ha organizzato, insieme allUniversità di Bologna, un seminario dedicato proprio allutilizzo di Wolbachia nella lotta alle zanzare, con la partecipazione di Maurizio Calvitti, dirigente di ricerca ENEA.

È proprio questa continuità tra sperimentazione scientifica e applicazione concreta a rendere oggi Wolbachia una delle strade più interessanti da percorrere seguendo un approccio funzionale ancor prima che strumentale.

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