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20 Ottobre 2026AGROECOLOGIA

Insetti dannosi per i campi: la mosca orientale in Veneto

Gli insetti dannosi per i campi sono specie che, pur avendo un proprio ruolo negli ecosistemi, possono diventare problematiche quando la loro presenza interferisce con le colture e con le produzioni agricole. Su Ecologgi abbiamo già raccontato quanto sia complesso il mondo degli insetti e quanto il loro rapporto con l’uomo dipenda spesso dal contesto in cui vivono.

Questa volta partiamo da un caso molto concreto. Nel corso delle attività di monitoraggio svolte nel 2025, in Veneto sono stati intercettati alcuni esemplari di Bactrocera dorsalis, conosciuta come mosca orientale della frutta, nell’area di Favaro Veneto, nel comune di Venezia. La specie, originaria dell’Asia tropicale, è in grado di svilupparsi su numerose colture frutticole e orticole ed è classificata dall’Unione Europea come organismo nocivo da quarantena prioritario.

Ma attenzione: ritrovare alcuni esemplari non significa automaticamente che la mosca orientale della frutta si sia stabilita in Veneto. La stessa Regione precisa che, ad oggi, la specie non è considerata presente stabilmente sul territorio regionale e che le intercettazioni potrebbero essere collegate allo spostamento di frutti attraverso i commerci internazionali o i bagagli dei viaggiatori.

Ed è proprio qui che il monitoraggio diventa fondamentale per capire se ci troviamo davanti a un arrivo occasionale oppure alle prime fasi di un possibile insediamento.

Insetti dannosi per i campi: perché monitorare Bactrocera dorsalis ?

La mosca orientale della frutta è una specie polifaga, cioè capace di svilupparsi su numerose piante ospiti. Se riuscisse a insediarsi stabilmente, potrebbe quindi interessare diverse produzioni agricole, con possibili conseguenze sia sulla qualità e quantità dei raccolti sia sulla movimentazione e commercializzazione della frutta.

Per questo, dopo le intercettazioni avvenute nell’area veneziana, la Regione Veneto ha rafforzato la sorveglianza e avviato insieme all’Università di Verona un progetto dedicato alla diagnosi precoce, al monitoraggio genomico e alla valutazione del rischio di insediamento. L’obiettivo non è semplicemente continuare a cercare l’insetto, ma raccogliere informazioni sufficienti per comprenderne l’origine, seguirne un’eventuale diffusione e individuare le zone maggiormente esposte.

È un passaggio importante anche per comprendere come funziona la sorveglianza fitosanitaria. Quando compare una specie non abitualmente presente su un territorio, la prima domanda non è necessariamente “come eliminarla?”, ma piuttosto “che cosa sta succedendo?”.

Quanti individui sono presenti? Da dove provengono? Riescono a riprodursi? Le catture appartengono a una popolazione locale oppure sono il risultato di nuove introduzioni dall’esterno?

Solo attraverso il monitoraggio è possibile rispondere a queste domande e scegliere, di conseguenza, le misure più adeguate.

Proteggere le colture in uno scenario che cambia

Il caso di Bactrocera dorsalis mostra bene quanto la prevenzione in agricoltura parta dalla conoscenza del territorio. Individuare precocemente una specie, riconoscerla correttamente e seguirne l’evoluzione permette di comprendere meglio ciò che sta accadendo e di intervenire solo quando e dove è realmente necessario.

Conoscere il ciclo biologico di un insetto, la sua distribuzione e la capacità di adattarsi a un nuovo ambiente significa infatti poter costruire strategie più mirate, evitando di considerare il trattamento come l’unica risposta possibile. È proprio questa capacità di leggere il territorio che rende la sorveglianza entomologica e fitosanitaria uno strumento fondamentale.

In un mondo in cui merci e persone attraversano rapidamente continenti e confini, aumentano anche le occasioni di trasporto involontario di organismi da un’area geografica all’altra. Questo non significa che ogni nuova intercettazione porterà necessariamente all’insediamento di una specie, ma rende ancora più importante riuscire a riconoscere in tempo eventuali cambiamenti.

Il ritrovamento della mosca orientale della frutta in Veneto ci ricorda quindi che proteggere le colture non significa soltanto reagire quando un problema è già evidente, ma soprattutto osservare, conoscere e comprendere ciò che cambia sul territorio, per poter intervenire in modo tempestivo e consapevole.

 

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